«A me il realismo interessa da morire, mi piace questa corrente, però la mia realtà è sempre deformata. Il fotografo ha sempre bisogno della realtà, non ne può fare a meno, perché lui fotografa quello che sta di fronte, e quello che sta di fronte, in fondo, è reale (…). il mio realismo è molto poetico, nel senso che trascura, va a discapito di alcune cose (…). A me interssa provare emozioni, saper guatdare dentro di me. Mi interssa capire chi sono, cosa voglio in quel momento di fronte a quella cosa, perché sono lì e non là, o perché voglio questo e non altro».




